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Il teatro ai tempi del COVID-19

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Nessuno di noi ha veramente ricordo di un periodo storico simile a questo. Un momento decisamente drammatico per tutto il mondo e chi ha dovuto continuare a lavorare nonostante i vari decreti, lo sa bene. Un ringraziamento speciale va proprio a tutti loro.

E infine, ma non per importanza, ci siamo anche noi del mondo dello spettacolo, che lavoriamo duramente per garantire un po’ di svago e intrattenimento a chi vuole evadere dalla propria quotidianità. Lottiamo da tutta una vita perché il nostro lavoro sia riconosciuto al pari degli altri, a volte con scarso successo, ma questa quarantena forzata ha permesso a tutti di imparare belle cose: la solidarietà tra vicini, a sorridere perché consci di non essere in un letto d’ospedale, la condivisione di passioni con chiunque. Questo periodo ci ha regalato il tempo per guardarci negli occhi, fare quelle telefonate che non avremmo mai fatto, prendere a mano quelle passioni che per il poco tempo accantonavamo in angoli remoti del cuore.

Tornare alle nostre vite è il desiderio di tutti quanti. Abbiamo voglia di tornare in teatro. Abbiamo voglia di tornare ad emozionarci insieme al pubblico ogni volta che quel sipario di velluto rosso si apre e a sentire quella dolce malinconia quando si chiude. Per noi, categoria sempre a rischio, l’arte non è solo un lavoro, ma una necessità.

Molte sono le accademie che si sono attrezzate per poter garantire ai propri studenti delle lezioni online dinamiche e stravaganti, per mantenere vivo l’entusiasmo e tutti, tra performers e addetti del settore sono uniti per un amore comune: quello del teatro e dello spettacolo. Anche se siamo tristi, come si suol dire, “the show must go on” cantava il caro vecchio Freddie. E si, è proprio così.

Il teatro non muore. Il teatro in un modo o nell’altro, sopravvive. Sempre.

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